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Da una corsa in bicicletta

Il film sarà distribuito on demand da DNA srl.

La storia racconta – spiega Silighini – La vita di Gianfranco Librandi e di come appena 12enne in sella alla sua bici rialzò le sorti della sua famiglia diventando un imprenditore di fama mondiale che ancora oggi porta luce e lustro non solo a Saronno ma all’Italia intera”.

Italia, 1943. Domenico è un soldato fedele agli ideali di libertà e giustizia, per questo non può accettare che il suo comando finisca nelle mani dell’esercito tedesco. Lui e i suoi commilitoni si uniscono alle bande partigiane e diventano protagonisti degli episodi più importanti della Resistenza varesina. La guerra finisce, ma le tante aspettative dei “Partigiani bianchi” si infrangono davanti alla dura realtà: l’Italia del Miracolo Economico non è per tutti e una crisi profonda colpisce Domenico, Il suo insegnamento non va perduto e suo figlio, il piccolo Gianfranco appena dodicenne, cambia il destino con le sue mani ed inizia a lavorare come garzone in una panetteria impastando il pane di notte, consegnandolo in sella ad una semplice bicicletta al mattino, senza tralasciare lo studio a scuola di sera. A colpi di pedali Gianfranco conquista il suo futuro.

Le sue idee ed il suo coraggio non si fermano, e con intuito e determinazione apre un’azienda che nel giro di pochi anni diventa tra le più importanti societàà italiane, leader mondale nella produzione di componenti elettrici per l’illuminazione.

Una storia italiana, una storia vera, tratta dal libro autobiografico “Ce la puoi fare” di Gianfranco Librandi.

“Da una corsa in bicicletta” inizia con una impronta assolutamente indistinguibile, “O bella ciao”, cantata da un bambino, che nel corso della canzone diventa uomo. Una chiara anticipazione di ciò che lo spettatore dovrà aspettarsi dalla narrazione, che si sviluppa infatti, attraverso un excursus temporale che parte dagli anni ‘40 fino ad oggi. L’attesa del domani, spinge lo spettatore a seguire ogni evoluzione della storia con estrema curiosità, immedesimandosi nel percorso del protagonista la cui storia coinvolge ed ispira, pedalata dopo pedalata. Una simbologia molto forte che esplica perfettamente un lungo e faticoso percorso in avanti il cui traguardo sono i sogni.

La narrazione, soprattutto nella prima parte, alterna flashback tratti da documentari dell’epoca, ritraendo scene di guerra, la cui fotografia in bianco e nero, si interseca con il tempo presente, regalando memorie del passato con i colori del futuro. Segue una corsa verso il successo e verso i sogni, ma condivisi, perché questa è una storia sull’amicizia, sulla famiglia e sull’importanza di fare squadra

Nel film un cast ricco di attori che hanno maturato esperienze al fianco dei nomi noti del cinema italiano tra cui il protagonista Marco Mainini.

Francesca Bochicchio

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