ARRETEZ MOI: Il film denuncia sulla violenza delle donne.

Una notte, una donna va in una stazione di polizia per confessare l’omicidio del marito violento, commesso diversi anni prima. Il commissario di polizia chiede la donna di raccontare l’accaduto, più conosce la sua vita, e meno ha intenzione di confermare l’arresto.

Perché questa donna che nessuno sospettava insiste a farsi arrestare?

Perché la polizia non ha intenzione di farlo? Uno dei due vincerà. Ma che cosa significa vincere in tali circostanze?

Regia : Jean-Paul Lilienfeld

con : Sophie Marceau, Miou-Miou, Marc BARBE

Durata : 100 min.

Produzione : France

Cos’è la violenza contro le donne

VIOLENZA FISICA

La violenza maschile sulle donne assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere. Non esiste un profilo della donna-tipo che subisce violenza. LA VIOLENZA COINVOLGE TUTTE LE DONNE.

VIOLENZA SESSUALE, comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura.

VIOLENZA PSICOLOGICA, racchiude ogni forma di abuso che lede l’identità della donna: è importante ricordare che nei momenti di rabbia tutti possiamo usare parole provocatorie, oltraggiose o sprezzanti, possiamo agire comportamenti fuori luogo ma di solito seguiti da rimorsi e pentimenti. Nella violenza psicologica invece non si tratta di un impeto d’ira momentaneo ma di un tormento costante e intenzionale con l’obiettivo i sottomettere l’altro/a e mantenere il proprio potere e controllo.

VIOLENZA ECONOMICA, spesso tale violenza è difficile da registrare come una forma di violenza. Può sembrare normale e scontato che la gestione delle finanze familiari spetti all’uomo. Si definisce violenza economica

STALKING indica il comportamento controllante messo in atto dal persecutore nei confronti della vittima da cui è stato rifiutato (prevalentemente è l’ex partner). Spesso le condotte dello stalker sono subdole, volte a molestare la vittima e a porla in uno stato di soggezione, con l’intento di compromettere la sua serenità, farla sentire braccata, comunque non libera.

 

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