Il corto metraggio, genere oggi così negletto, era invece il formato preferito dai gestori dei “Nickelodeon” ( il nome deriva dall’unione della parola “odeon”, nome con cui nell’antica Grecia si designavano gli edifici destinati alle rappresentazioni musicali, con la parola “nickel”, termine che designava la monetina da cinque centesimi di dollaro, il nichelino, che serviva per pagarsi l’ingresso; il primo nickelodeon nacque nel giugno del 1905 a Pittsburgh in Pennsylvania su iniziativa di Harry Davis e John P. Harris, in risposta alla crisi del cinema che, come fenomeno da baraccone, aveva iniziato a stancare gli spettatori. citazione tel quel da Wikipedia).

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In queste sale cinematografiche finalmente stabili venivano proiettati dei cocktail di cortometraggi composti rigidamente da un unico rullo (o un unica pizza se preferite). La MPPC (Motion Pictures Patent Company), Il trust dell’epoca messo in piedi da Edison nel 1908, prevedeva la distribuzione di un solo nuovo rullo alla settimana, costringendo così i produttori a confinarsi nei cortometraggi oppure ricorrere alla proiezione seriale.

Irma Vep

Irma Vep

Se da un lato questa prassi portò alla nascita di un vero e proprio genere, ovvero il “serial”, che finì per contagiare anche l’Europa (citiamo ad esempio “Irma Vep” di Feuillade in Francia o il nostrano “I Topi grigi” di Emilio Ghione ) e sopravvisse con alterne fortune sino alla definitiva migrazione sul piccolo schermo negli anni cinquanta, dall’altro indusse alcuni teatri a proiettare, una volta in possesso di tutti i rulli, un film tutto in una volta con grande apprezzamento del pubblico.

La caduta di Troia

La caduta di Troia

Così si verificò una contaminazione inversa che procedette dall’Europa verso il nuovo mondo, dove film europei venivano proiettati nella loro interezza, anche se a prezzo maggiorato. Era un’epoca strana, come spesso accade agli inizi di ogni cosa, in cui proto kolossal provenivano dall’Italia e riscuotevano successo in America. Nel 1911 questo successo arrise a “La Caduta Di Troia“, diretto da Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto con la Itala Film di Torino, che durava ben tre rulli. Medesima sorte toccò anche a produzioni francesi come “La Reine Elisabeth” del 1912 per la regia di Henri Desfontaines e Louis Mercanton e nello stesso anno “La Dame Aux Camélias” (La Signora Delle Camelie) dove Marguerite Gauthier era interpretata dalla bellissima Sarah Bernhardt.

Sarah Bernhardt

Sarah Bernhardt

Ciò che le case di produzione americane non hanno mai disdegnato era imparare dalla concorrenza e quindi si dedicarono volentieri alla produzione di film lunghi da proiettare tutti interi. Così ben prima del volgere degli anni dieci il lungometraggio era diventato il nuovo standard delle sale cinematografiche che progressivamente persero anche il nomignolo di “Nickelodeon” anteposto a “Theatres”, per mantenere fieramente solo la seconda parte del nome.

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