C’è voglia di film di genere. Lo si capisce andando a zonzo tra i social, ma anche leggendo i risultati del botteghino dove gli horror, anche di modesto budget, non sfigurano mai. Certo a patto di essere tributari di una buona idea, come ad esempio il recente “The Autopsy of Jane Doe” (2016) del norvegese André Øvredal. A pieno titolo sulla scia di questo revanscismo, che in Italia può riferirsi a grandi come Bava, Freda, Fulci, Lenzi e Argento, Ildo Brizi e Davide Riccardi hanno realizzato il loro primo lungometraggio horror “Danse Macabre“.

FM: Come nasce l’idea del film?

Il film trae spunto da una storia vera: negli anni dieci del 900 a Pegli, delegazione di Genova, erano attivi degli studi cinematografici e lì vi hanno girato alcuni film, tra cui le scene di battaglia del kolossal “Nerone e Agrippina“. La stagione di quella piccola cinecittà ante litteram durò solo pochi anni. Di fatto erano delle grosse serre poste in riva al mare che riuscivano ad avere luce per buona parte del giorno. Con l’uso massiccio della corrente elettrica, il loro utilizzo è diventato obsoleto e sono stati chiusi. Danse macabre parte proprio da lì, da quegli studi cinematografici, dove abbiamo inserito la leggenda di Agenore Venturi e del suo film maledetto.

FM Cosa racconta ?

Si tratta di un’atipica storia di fantasmi che vede come protagonista Margherita, una normale ragazza alla soglia dei trent’anni, ha una vita e un lavoro normali, un fidanzato che la ama e pochi grilli per la testa.
La sua esistenza viene stravolta dalla morte dell’amata nonna che l’aveva cresciuta. L’anziana donna nascondeva un segreto che l’aveva lacerata per anni: scoprire che fine fece la madre, giovane attrice degli anni venti, scomparsa durante le riprese di un film diretto da un regista pazzo chiamato Agenore Venturi. Dopo il funerale della nonna, Margherita inizia ad avere visioni terrificanti e teme di impazzire. Anche il fidanzato inizia a dubitare della sua salute mentale. Le visioni sono sempre più inquietanti e Margherita decide di chiedere aiuto ad un prete suo confidente. L’uomo le rivelerà qualcosa di terribile sul passato di Venturi. Dopo varie traversie, Margherita riesce a trovare una copia del film che si credeva fosse andata perduta. La visione di quelle immagini aprirà uno squarcio su una verità che doveva rimanere sepolta nell’oblio del tempo.

FM: Quali sono le peculiarità

Come già anticipato, si tratta di un film di genere thriller gotico più che un horror vero e proprio. Se vogliamo un mistery. Si racconta di una ragazza e di un film snuff girato prima degli anni venti. C’è l’interesse a realizzare una storia che inquieti, che spiazzi lo spettatore con salti temporali e sequenze oniriche. Un altro aspetto importante è l’elemento della danza che nel film non è solo grazia e bellezza, ma si fa elemento di rappresentazione dell’orrore vero e proprio. Per fare ciò, abbiamo avuto il sostegno di una scuola di danza (lo Studio Dyv di Genova Pegli) che ci ha fornito i ballerini necessari alle scene. Tra di loro ci sono insegnanti di danza e uno di loro ha partecipato al talent Amici. Una frase che ha scritto un professore di teologia, prezioso consulente per il film, rappresenta bene quello che volevamo trasmettere: “una storia dal sapore onirico, dove – verso la fine – affiorano liturgie dissacranti che sembrano le carte di deliranti tarocchi. Per una storia che – ora che sono a casa dopo la prima – lascia un senso immotivato ma persistente di indefinita inquietudine.”

FM: E’ un horror costruito sui jump scares?

Danse Macabre non nasce come un horror che fa semplicemente balzare dalla sedia. Vuole esser qualcosa di più, è un film che parla di ossessioni e i fantasmi sono quelli di un passato lontano che piombano sulla protagonista sconvolgendo una vita costruita sulla routine. In realtà questi fantasmi l’hanno sempre accompagnata perché sono radicati nella sua famiglia da due generazioni. Il procedere della storia attraverso diversi piani temporali porterà lo spettatore in una lenta e inesorabile discesa verso un orrore psicologico e viscerale, lasciando aperto un dubbio profondo: le visioni della protagonista sono reali o sono frutto della sua immaginazione?

Guia Zapponi

FM: Come è stata fatta la  scelta del cast?

Il film ha almeno una cinquantina di ruoli tra attori e comparse. Per un progetto ultra indipendente non sono pochi…
Danza Macabra è un film essenzialmente femminile. La scelta del cast è stata fatta scegliendo due attrici dal ricco curriculum teatrale e cinematografico. Il ruolo della protagonista sarà interpretato da Guia Zapponi, mentre l’amica della nonna sarà interpretato da Julia Ivaldi, attrice vincitrice di numerosi premi teatrali. Il ruolo del prete è stato assegnato a Roberto Bobbio, figlio del grande Sandro Bobbio. A loro si aggiungono le presenze di Daniela Camera, Francesco Gasparri, Mario Giustini, Simona Cimmino, Francesco Scandale e molti altri. Tra tutti spicca il nome di Franco Leo, attore che ha lasciato il segno in teatro a al cinema con importati ruoli lavorando con artisti del calibro di Carmelo Bene e Dario Argento.

FM: Dove lo avete girato?

E’ stato realizzato un attento scouting cercando di ottenere i luoghi che meglio si adattassero alle esigenze delle atmosfere che si volevano ricreare. Tra esse troviamo il cimitero monumentale di Staglieno, che è un vero e proprio museo a cielo aperto, una struttura risalente agli anni trenta e ora in stato di abbandono e i sotteranei di un convento. Ogni luogo riesce a trasmettere le sensazioni e le vibrazioni giuste per rendere alla scena la giusta inquietudine. C’è un anedotto interessante: durante le riprese nella struttura degli anni 30 il registratore audio ha catturato delle voci che non appartengono a nessuno della troupe. Anche perché l’attrezzatura era rimasta all’interno mentre cast e tecnici erano in pausa pranzo. Analizzando il file audio ci siamo trovati di fronte ad un vero e proprio caso di EVP!

FM: qualche notizia riguardante cast tecnico

La fotografia è curata da Michele Vindimian e in alcune scene è stato coadiuvato da Pierluigi Gori. I costumi sono di Elisa Navacchi e il make up da Sonia Passarelli e Irene Guarnieri. L’editing è stato realizzato dallo stesso regista e il mixing audio da Marco Paba.

A curare tutti gli effetti speciali, i props, lo special fx e gli elementi scenici è stato il coautore del progetto Davide Riccardi, il quale ha ormai maturato capacità e competenze da considerarlo uno dei più interessanti tecnici del panorama indie italiano. Con poco è riuscito a creare figure e ambienti che riflettessero il vortice di follia in cui piomba la protagonista.

In Danse macabre l’elemento musicale ha un ruolo importante e preponderante. La colonna sonora è stata creata dal compositore Aimone Gronchi che partendo dalla celebre e omonima sinfonia di Saint-Saëns ha realizzato diverse variazioni sul tema fino ad arrivare a brani specifici per ogni situazione e per ogni personaggio del film. La lunga sequenza onirica è stata invece musicata da Simone Giorgini. Si è voluto utilizzare un diverso compositore per sottolineare la “schizofrenia” e la differenziazione del sogno dal resto del film.

FM: Perché questo titolo?

Esiste già un film che si chiama Danza Macabra, ma è stato scelto di utilizzare ugualmente il titolo nella sua variante francese perché rappresenta al meglio quello che vogliamo raccontare. C’è la danza, che è un elemento chiave del film, e poi il macabro, che non ha bisogno di ulteriori sottolineature… In onore del film del 1964 e del suo regista, Antonio Margheriti, la nostra protagonista si chiama Margherita…

Gli autori del film

Il regista Ildo Brizi si è diplomato alla Scuola d’Arte Cinematografica di Genova e si è laureato con lode in lettere e filosofia con una tesi su George A. Romero. Nella sua carriera ha diretto diversi documentari, spot e videoclip musicali. Ha diretto anche alcuni cortometraggi, come “Giorni di Primavera”, “Finisterre” e “Monete di Sale”, vincitori di vari premi. In montaggio ha un nuovo lungometraggio horror recitato in lingua inglese con protagonisti Leonardo Ferrari ed Eleonore Sarrazin

Davide Riccardi, coautore del soggetto e della sceneggiatura e responsabile degli effetti speciali di Danza Macabra, è attrezzista, macchinista e tecnico luci presso il Teatro Stabile di Genova. Ha realizzato effetti speciali e visivi, prop e mask making per il lungometraggio di prossima distribuzione “Extreme Jukebox” di Alberto Bogo. Ha curato inoltre lo special make up per il videoclip “Ghiaccio” dei Meganoidi e gli effetti speciali per cortometraggio “23:11” di Paolo Pisoni.

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