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La Ballata di Buster Scrugg

Un vecchio libro con tavole a colori, un’antologia mai scritta sulla storie della frontiera americana, questa è l’immagine che riempie lo schermo mentre scorrono i titoli di testa dell’ultimo film dei fratelli Coen.

I fratelli Joel e Ethan Coen a Venezia 75

Strano contrasto tra vintage e modernità considerato che questo è il primo film girato in digitale dai celebri fratelli. E’ un film ad episodi, un formato dichiaratamente ispirato alla tradizione italiana  e desueto come ormai è diventato lo stesso genere western. Ed ecco che continua il contrasto tra antico e moderno, dato che il produttore è Netflix, il nuovo gigante della comunicazione.

Tim Blake Nelson è il protagonista del primo episodio

Ogni segmento del film ripercorre la storia del cinema western dagli albori epici sino al periodo crepuscolare degli anni 70 dei Peckinipah, Penn e dintorni. Il primo episodio ha un tono leggero e quasi comico, venato di musical, dove un Tim Blake Nelson, con cavallo e vestito candido, evidente tributo a Tom Mix (il cappello di un bianco abbacinante in particolare sembra rinvenuto dal guardaroba di quegli anni), recita abilmente in bilico tra la comica ed il dramma. Si procede poi con gravità crescente sino al sesto ed ultimo episodio, dedicato ad una riflessione sulla vita, sull’amore ed infine sulla morte, girato con un’atmosfera surreale a bordo di una diligenza che necessariamente non si ferma mai sino che sia giunta all’estrema dimora.

Ralph Ineson, qui in un’immagine tratta da “The Witch” è los ceriffo nel secondo episodio dell’ultimo film dei fratelli Coen

Girato in New Mexico dove i fratelli avevano già realizzato “Questo non è un paese per vecchi“, il film è impregnato del cinismo e dell’ironia che caratterizza le opere dei Coen sin dalle loro prime pellicole come “Sangue Facile” ed “Arizona Junior“. Questo Coen “touch” è di fatto l’unico filo conduttore che inanella ogni episodio, altrimenti l’uno differente dall’altro per stile, costruzione dell’immagine, scelta delle inquadrature e financo la dominante cromatica. La parata di attori che si succedono sullo schermo gareggiano in bravura senza che ne emerga una chiara classifica, tutti in perfetta sintonia con il film ed i rispettivi ruoli.

Zoe Kazan e James Franco protagonisti rispettivamente del 5 e del 2 segmento

Unico rammarico (e non è cosa di poco conto) è che al di fuori del festival non sarà possibile vederlo nella magnificenza della sala cinematografica. Se ne rallegreranno chi ha avuto soldi, spazio e passione per costruirsi un vero home theatre a casa propria. Questa è la vita dura nel west ai tempi di Netflix o forse, per parafrasare il romanzo di Cormac Mc Carthy che ispirò i fratelli Coen: questo non è un paese per vecchi (schermi).

Minnesota Fez

 

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.