Sieranevada, del regista rumeno Cristi Puiu, racconta la vicenda di Lary e della sua famiglia, riunita durante una domenica invernale in un appartamento di Bucarest, per commemorare il padre defunto quaranta giorni prima.

Un affresco in cui si incontrano più generazioni, riunite in un gesto tradizionale ormai parzialmente svuotato di significato, che diventa prigione per i protagonisti, intrisa di senso del dovere, tra litigi, teorie complottistiche (l’attacco alle torri gemelle), nostalgie del regime comunista, inadeguatezze umane.

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In una casa che sembra un labirinto, con porte che si aprono e chiudono quasi a voler costantemente separare le storie e le narrazioni, la percezione è¨ quella di una solitudine mai condivisa, in cui i momenti di autenticità  non possano prendere forma.

Lary dovrà  uscire da questa casa e, per un breve momento, potrà  recuperare un ricordo d’infanzia nostalgico e sincero.

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Una curiosità : una radio accesa in cucina trasmette alcune canzoni italiane (si riconoscono Dolcenera di Fabrizio de Andrè¨ e Maledetta primavera, cantata da Loretta Goggi).

Presentato al 69esimo festival del cinema di Cannes, Sieranevada tramortisce lo spettatore con una durata eccessiva (quasi tre ore), assolutamente non giustificata.

 Sabrina Dolcini

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