VITTORIO FELTRI: l’UomoLibero

Regia: Tiziano Sossi

Sceneggiatura: Pino Farinotti

Vittorio Feltri è il giornalista più popolare del paese.

Ha una storia importante di direttore, di relazioni, di indicazioni mai convenzionali della cronaca e della storia. Ed è ricco. Ce n’è quanto basta per farsi dei detrattori, usando magari un termine… edulcorato. In questa epoca dove la comunicazione deve essere diretta come un pugno, dove la critica deve diventare un attacco, Feltri ha adottato ed estremizzato quel suo linguaggio che non fa prigionieri. Lo ha fatto perché ha capito che è così che funziona.

Una certa fascia lo  attacca e crocefigge per alcuni suoi titoli che certo non sono eleganti. Altre fasce lo seguono persino con passione, anche se poi  magari non lo confessano, come accadeva col Berlusconi politico. Nei suoi minuti di ospite dei talk e nelle rappresentazioni di Crozza, l’audience presenta un picco verticale. Nelle promozioni sulla carta e sul web spesso il momento segnalato è proprio il Feltri da Crozza o dei suoi attacchi ai vari conduttori.

Insomma, l’uomo, nella sua imperfezione, nel suo dividere l’utenza per sgradevolezza e antipatia o per i loro opposti, adesso, funziona. E’ quanto il “direttore” si prefiggeva.

Solo che… solo che, tutta questa parte visibile e prevalente è soltanto una parte di Feltri.

Poi c’è l’altra, nascosta, sotterranea, poco divulgata. Direi “privata per pochi” ed è quella di un codice quasi opposto.

Dell’intellettuale capace di uno stile di scrittura da romanziere, di un’analisi di un testo da accademico, di un’ umanità quotidiana semplice e profonda.

E’ soprattutto di questo Feltri che racconterà il film.

Pino Farinotti

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