ANOMALIA

Anomalia di Sergio Vargas Paz

Il cinema come frattura, non come specchio

In Anomalia, Sergio Vargas Paz firma un’opera (prima) che non mira a rappresentare il reale, bensì a incrinarlo. Il film procede come un dispositivo di perturbazione: ogni scena sembra costruita per mettere in crisi la percezione dello spettatore, per insinuare il dubbio che ciò che vediamo non sia semplicemente “strano”, ma fuori asse, come se il mondo avesse perso una coordinata fondamentale.

Al centro della narrazione c’è un personaggio che vive una progressiva scissione tra ciò che crede di essere e ciò che il mondo gli rimanda. Vargas Paz non affronta l’identità come un conflitto psicologico, bensì come un guasto del sistema: un’anomalia che si manifesta nei gesti, nei tempi morti, nelle ripetizioni impercettibili che incrinano la linearità del quotidiano.

Il film non offre spiegazioni, e proprio per questo funziona. L’anomalia non è un mistero da risolvere, ma una condizione da attraversare.

Trailer y póster de la pelicula Boliviana "Anomalía" de Sergio Vargas ...

Il doppiaggio italiano e la distribuzione: un’estensione della frattura

L’edizione italiana di Anomalia è curata da Underground Distribution, realtà che negli ultimi anni ha dimostrato una particolare attenzione per i film che sfidano le convenzioni narrative. La scelta di portare in Italia un’opera così radicale non è neutra: è un gesto culturale, quasi politico, che conferma la volontà di dare spazio a un cinema che non cerca il consenso, ma la risonanza.

Il doppiaggio italiano, affidato a un cast vocale di grande precisione, non si limita a tradurre: prolunga la dissonanza del film.

  • Antonino Jonathan Luzzi dà a Nikola Teselback una voce che vibra di inquietudine trattenuta.
  • Alessandra Guerra e Laura Valastro, rispettivamente María Ana Bioy Cáceres anziana e giovane, costruiscono un doppio vocale che sembra un dialogo tra due versioni della stessa frattura.
  • Lorenzo Briganti restituisce ad Alessandro una limpidezza incrinata, perfetta per un personaggio che vive sul margine dell’invisibile.
  • Marlene Floristella De Giovanni (Celia) introduce una nota di calore inquieto, come se ogni parola contenesse un presagio.
  • Irene Geronimi (Yulieth) e Gaia Carmagnani (Gabriela) lavorano su sfumature sottili, oscillando tra empatia e distanza.
  • Mario Giarola, infine, offre a Valerie un timbro ambiguo, quasi un controcanto emotivo
  • Il risultato è un doppiaggio che non normalizza l’opera, ma la accompagna nella sua anomalia, mantenendo intatta la tensione percettiva e offrendo al pubblico italiano un’esperienza coerente con l’intenzione originale.

“Anomalía”, el filme nacional que apuesta por el género de ciencia ...

Anomalia si colloca idealmente nella scia di quei registi che usano il linguaggio cinematografico per destabilizzare lo spettatore: non per provocazione, ma per necessità poetica. C’è un’eco del primo Lanthimos, del cinema argentino più sperimentale, e persino di certo Lynch, ma Vargas Paz non imita: assorbe e rilancia.

Anomalia è un’opera che divide, inevitabilmente. Chi cerca una trama lineare o un arco emotivo tradizionale resterà spiazzato. Ma chi è disposto a lasciarsi trascinare in un territorio di incertezza, dove il cinema diventa esperienza sensoriale e concettuale, troverà in Vargas Paz una voce sorprendentemente matura, capace di trasformare il disorientamento in forma.

È un film che non si limita a raccontare un’anomalia: la produce.

Giovanni De Santis

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