Regia di Andrey Zvyagintsev
Cast: Dmitriy Mazurov, Iris Lebedeva, Boris Kudrin
durata 2h20
Paese: Francia, Germania, Lettonia
Genere: noir, thriller, drammatico
Distribuzione: BiM
Al cinema dal 29 ottobre

Russia, 2022. Mentre è incominciata l’invasione dell’Ucraina, Gleb, un amministratore delegato di una grossa azienda, deve affrontare sia le complicazioni sul lavoro, tra il personale che fugge oltre confine per evitare di essere arruolato e le pressioni dai superiori, che i propri problemi familiari. La sua vita apparentemente ordinatissima si sgretola man mano che cresce la tensione nel Paese e fra le mura domestiche.
Zvyagintsev torna dietro la macchina da presa con un’opera di profonda denuncia del sistema di potere russo, come si evince già dal titolo.
Liberamente tratto da Una moglie infedele di Claude Chabrol, qui l’attenzione è focalizzata sulla violenza insita nell’essere umano, o meglio, sulla violenza dello Stato che si ripercuote sui singoli individui e sulle loro azioni.
La colonna sonora che accompagna la narrazione scandisce passo dopo passo il crescendo della tensione in questa storia di persone sacrificate e sacrificabili per continuare a sfamare il minotauro, il sistema di potere.
Il ritmo lento (ma mai noioso) del film rappresenta perfettamente l’inesorabilità della violenza, quasi come fosse un fatto inevitabile nel susseguirsi degli eventi.
Vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes, Minotaur – nel labirinto del potere è un’opera da non perdere perché rappresenta al meglio i meccanismi che si innescano in una società in guerra, non solo fra Paesi ma fra individui.

Francesca De Santis


































