Regia di György Pálfi
Una gallina ci salverà
Esaurito l’effetto glamour della serata inaugurale, alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma si comincia a fare sul serio. Sul serio si fa per dire, perché la prima pellicola in concorso nella sezione Progressive Cinema, “Hen” del regista ungherese György Pálfi, ha come protagonista una gallina. Una gallina che si ribella al suo destino in un allevamento intensivo e va incontro al mondo degli umani, che le riserverà una serie di tragicomiche disavventure.
“Avevo bisogno di collocare questa piccola creatura in una grande tragedia umana e vedere cosa sarebbe successo quando questi due mondi si fossero scontrati”, spiega in conferenza stampa il regista del film, non nuovo a coraggiose scommesse cinematografiche, come nel precedente “Hukkle”, popolato da vecchi col singhiozzo, ubriachi che se ne vanno in giro in carrozza e gare di bowling in birreria.
Fuggita dal sovraffollato hangar avicolo dove è stipata insieme a centinaia di compagne di sventura, la nostra eroina va alla scoperta del mondo degli uomini, che non è poi tanto meglio di quello da cui è fuggita. Accompagnata da una vena di umorismo picaresco, sarà costretta a fronteggiare le minacce di una volpe, i rischiosi attraversamenti stradali, le fauci di un cane, fino a un ristorante dove si svolge un traffico di esseri umani. Durante il suo viaggio, però, continuerà a deporre uova…
E alla fine, ci accorgiamo che quella che sembrava una fiaba poco seria è l’amara metafora del mondo degli umani, un mondo soffocato dalla brama del guadagno, in cui nessuno si prende più cura di nessuno.
Ricco di simboli, con una regia originale e coraggiosa in cui “recitano” animali veri e una forte struttura morale, “Hen” è sicuramente un film da vedere in cui il cinema “da piattaforma” sempre più piatto e prevedibile la fa da padrone.
Luigi Sardiello

Cannes 2026: un’apertura senza Italia. E il problema non è solo la selezione
Cannes 2026 si apre con un grande assente: il cinema
