Beirut, Libano. Una storia d’amore contrastata tra una domestica etiope e un rifugiato siriano il cui corpo sta misteriosamente mutando. Una coppia dell’oggi che rincorre un sogno, ma il percorso per realizzarlo è difficile e pieno di insidie.

Parlare di immigrazione, rifugiati
ed essere politically correct è sempre molto difficile, complesso e molto spesso capita di vedere al cinema dei dejàvu ripetitivi, retorici e, nel migliore del casi, buonisti.
Non è il caso di questa pellicola del regista libanese Wissam Charaf (Biennale Venezia 2022: Giornate degli Autori – Selezione Ufficiale) in cui il regista butta un occhio ” leggero” su tematiche drammatiche.
Con un intelligente tocco ironico il regista ci fa sorridere, senza colpevolizzarci, di fronte a stereotipi tipici legati all’immigrazione. Ecco quindi che il film va visto con occhio attento, per non scambiare alcune situazioni per banalità risibili.
Il finale, che chiaramente non possiamo rivelare, conferma l’originalità della pellicola.
Trailer:
Maria Serena Pasinetti

