La sedia

di Gianluca Vassallo

UN FILM SENZA DIO, SENZA PATRIA, SENZA FAMIGLIA

Senza Dio, senza patria, senza famiglia. Pietro (Michele Sarti) cerca il suo unico fratello (Angelo Zedda), che non vede da tempo, per contendersi le uniche cose che il padre, morto di recente, ha lasciato in eredità: una pistola e una sedia. Il suo cammino, scandito da tappe/incontri come in una “via crucis” civile, diventerà un viaggio, in una Sardegna quasi trasfigurata, attraverso i suoi demoni e quelli della contemporaneità.

Un film esistenziale, politico, nato da una tensione intima e collettiva, attraverso un processo che l’autore e i produttori amano definire “cinema di necessità”, che annulla i reparti, sospende le gerarchie, velocizza il meccanismo produttivo e lo trasforma in un momento di creazione. “Un modo di rispondere al desiderio urgente di trasferire quello che sento attraverso la luce, con una fotografia de-spettacolarizzata, senza artificio“, dichiara Vassallo.

La sedia che accompagna il protagonista per tutto il “viaggio” non è un semplice oggetto di scena e non un complemento d’arredo qualsiasi, ma la Sedia n.1 disegnata da Enzo Mari nel 1974: entrata a far parte del suo progetto Autoprogettazione, che consisteva nel dare al fruitore materiale e semplici istruzioni di costruzione, in modo che da solo realizzasse il suo oggetto d’uso, e divenuta emblema della sua etica di design secondo la quale “La bellezza dell’oggetto sta nella semplicità della sua fabbricazione“.  

Il film è stato girato in Sardegna, tra San Teodoro, Azzanì e Budoni, dall’agosto al dicembre 2022, con il sostegno al location scouting della Fondazione Sardegna Film Commission.

trailer:

La Direzione

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