No Good Men

  • Regia: Shahrbanoo Sadat
  • Attori: Shahrbanoo Sadat, Anwar Hashimi
  • Genere: Commedia
  • Paese: Germania, Afghanistan, Danimarca
  • Durata: 103′
  • Distribuito da: Be Water
  • Al cinema dal 28 maggio 2026

2021, Kabul, poco prima del ritorno dei talebani. Naru (Shahrbanoo Sadat), unica operatrice di ripresa donna della principale tv locale, lotta per la custodia del figlio dopo aver lasciato un marito infedele. Convinta che nel suo paese non esistano uomini per bene, viene sorpresa da Qodrat, il giornalista più noto della redazione, che le offre un’opportunità di carriera. Mentre documentano insieme gli ultimi giorni di libertà della città, qualcosa cambia.

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L’idea di partenza è indubbiamente originale: usare San Valentino, il giorno dell’amore per eccellenza, come lente deformante per raccontare l’oppressione di un sistema politico e sociale soffocante. La trovata funziona anche perché la regista sceglie un registro quasi da commedia, insolito per un tema di questo peso, che potrebbe aprire il film a un pubblico più largo senza tradire la serietà dell’argomento.

Naru è una camerawoman che lotta per sopravvivere in una redazione tutta al maschile, e l’intuizione narrativa più riuscita del film sta proprio qui: è lei l’unica in grado di avvicinarsi alle donne per strada e intervistarle, laddove i colleghi uomini non possono. Un privilegio paradossale, che il film usa bene, anche se la parabola della protagonista finisce per seguire binari già percorsi, senza mai sorprendere davvero.

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Il problema è che forzando troppo il genere, la regista cade negli stessi stereotipi che vorrebbe smontare. Forse l’intenzione è usare la commedia come cavallo di Troia, far passare un messaggio politico attraverso una forma leggera e popolare — e l’idea in sé non è sbagliata. Ma le dinamiche del potere patriarcale, la pressione crescente di un sistema che stringe sempre più le donne in una morsa, finiscono per apparire come materiale già visto, situazioni che non sorprendono più, non feriscono come dovrebbero. Il film sembra più interessato a restare simpatico che a disturbare davvero. La chiusura romantica è coerente con il tono scelto, ma arriva leggera su una storia che aveva ben altro peso.

Film di apertura della Berlinale 2026.

Miriam Dimase

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