Mother Mary

  • Regia: David Lowery
  • Attori: Anne Hathaway, Michaela Coel, Hunter Schafer, Sian Clifford, Atheena Frizzell
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Gran Bretagna, USA, Germania, Finlandia
  • Durata: 112′
  • Distribuito da: Wonder Pictures
  • Al cinema dal 14 maggio 2026

Alla vigilia del suo grande rientro in scena, l’iconica pop star Mother Mary ( Anne Hathaway) riavvicina Sam (Michaela Coel), un tempo sua migliore amica e costumista e ora stilista affermata, per chiederle di confezionarle un nuovo abito. L’incontro riaprirà la strada a sentimenti forti e mai sopiti, ferite e tensioni irrisolte.

MOTHER MARY di David Lowery dal 14 maggio al CINEMA - I Wonder Pictures

Lowery lo definisce lui stesso “un melodramma pop al femminile” — e la formula è onesta: Mother Mary mescola esoterismo, spiritualismo e crisi creativa in un impasto che non sempre lievita. La pop star cerca ispirazione per un nuovo look e coinvolge la sua migliore amica per farselo cucire addosso. È su questo nodo che Lowery costruisce il film, muovendosi su ritmi lenti e a tratti dilatati, con sedute spiritiche palesemente metaforiche a caccia del “tappo” che blocca la creatività: strumento onesto, ma non originalissimo.

Mother Mary con Anne Hathaway: trama e spiegazione | Radio Deejay

Alle ispirazioni esoteriche e spirituali si sommano quelle iconografiche: il titolo evoca la Madonna, madre e martire, corpo pubblico e oggetto di adorazione — una sovrapposizione tra culto religioso e culto della celebrità che attraversa tutto il film. La sequenza del volo dal palcoscenico rialzato richiama inevitabilmente uno dei film più citati della storia del cinema — e quando il riferimento è così riconoscibile, l’omaggio rischia di diventare ingombrante. Lowery, autore di A Ghost Story (2017) e The Green Knight (2021), conosce bene l’uso del silenzio e dell’immagine come rituale; qui però quella lentezza sembra più pigrizia narrativa che scelta stilistica.

Mother Mary, recensione: un melodramma pop tra inquietudine, sogno e ottime  interpretazioni

Il film si salva , nelle sequenze concertistiche: spettacolari, luminose, con un’energia visiva che ricorda l’Eras Tour Concert di Taylor Swift. Forse sono i momenti che giustificano il biglietto.

Miriam Dimase

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