Definiamolo un film “denoialtri”, alla regia un veterano di video clip Cosimo Alemà; storie di ragazzi di ceto popolare che cercano il loro riscatto attraverso il canto, il ballo e prestazioni acrobatiche, raccontate in modo più mediocre  che in film più recenti e con più charme come, ad esempio, la saga di Step Up, Straight outta compton ,a cui fanno il verso. Trama banale, il ragazzino col sogno di diventare un rapper , poco professionalmente ideata, e scende nei dialoghi in voice over di Alex, troppo dettati, con un linguaggio al di fuori della portata di un rapper di borgata. Fotografia amatoriale di Edoardo Carlo Bolli alla sua seconda prova, neppure mitigata da una color correction professionale. Montaggio scolastico di  Maria Fantastica Valmori che ha all’attivo altre tre opere poco conosciute ed un mix audio invadente, ma forse le musiche, solo quelle, sono l’elemento da salvare

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Se l’intuizione che l’hip hop può attrarre un certo pubblico nelle sale non è affatto sbagliata, ciò non esime però il produttore dall’imperativo di realizzare un film che del cinema abbia crismi e carismi (non basta buttare lì in qualche modo le star del rap per fare un film). Così come lo abbiamo visto questo film segna invece una incolmabile distanza tra il rap ed il cinema, quando invece non deve essere necessariamente così. Auguriamo a tutti buona fortuna per una carriera florida e brillante, ma soprattutto auguriamo agli spettatori di spogliarsi di grandi aspettative.

 

 

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