Una commedia diretta da Luca Martinelli
cast: Daniela Airoldi, Clara Mallegni, Giancarlo De Biasi, Raffaele Totaro, Alessandro Trevia, Luciano Gassani,
Alisia Nobili.
Un film che parte da un’idea semplice e terribile: se il social network ti cancella, sei morto.
Non metaforicamente, non simbolicamente.

Morto.
Le persone non ti vedono più, non possono parlarti, non possono nemmeno ricordare che tu sia esistito. Martinelli prende questa premessa e la trasforma in un viaggio perturbante, sospeso tra identità digitale, alienazione contemporanea e critica dei sistemi di potere.
Martinelli lavora con una regia che oscilla tra realismo e astrazione.
Realismo: la quotidianità del protagonista, filmata con camera a mano, luce naturale, ambienti riconoscibili.
Astrazione: quando “scompare”, il mondo intorno a lui si sfalda. Le inquadrature diventano più larghe, più fredde, più silenziose. Le persone gli passano accanto come se fosse aria.
Questa dialettica visiva è la vera forza del film: il linguaggio cinematografico diventa il dispositivo che mostra la cancellazione, senza bisogno di effetti speciali. È cinema politico che usa la forma come contenuto.

Il protagonista regge il film con una performance di sottrazione: il suo corpo diventa progressivamente un fantasma, un residuo. Gli altri personaggi, amici, colleghi, familiari, sono figure che incarnano la crudeltà inconsapevole della società iperconnessa: non cattivi, solo incapaci di percepire ciò che non è certificato dal sistema.

Temi: identità, potere, libertà
Identità digitale: l’idea che oggi esistiamo solo se siamo visibili, tracciabili, notificabili. La morte digitale è una nuova forma di esclusione sociale.
Potere algoritmico: chi decide che cosa è reale? Chi stabilisce se un uomo è vivo o morto? Il film suggerisce che il potere delle piattaforme è ormai ontologico, non solo economico.
Libertà come disconnessione: il viaggio del protagonista diventa una ricerca di libertà che passa attraverso la sottrazione, la fuga dal sistema, la riscoperta del corpo come luogo di resistenza.

È TUTTO COSÌ BELLO è un’opera che dialoga con il cinema di denuncia, con la fantascienza esistenziale e con la tradizione italiana del realismo critico. È un film che non consola, non semplifica, non addomestica. È un film che ti guarda e ti chiede: se domani sparissi dai social, chi verrebbe a cercarti?
Trailer:
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Giovanni De Santis


























