If I had legs I’d kick you

All’interno della Festa del Cinema di Roma c’è quest’anno una sezione dedicata ai “Best of 2025”, ovvero quei film già usciti in sala o presentati in un altro festival nel corso dell’anno corrente che si sono meritati, per qualità o riconoscimenti, di essere proposti anche al pubblico romano.

È il caso di “If I had legs I’d kick you” (letteralmente: “Se avessi le gambe, ti prenderei a calci”) premiato con l’Orso d’argento per la migliore interpretazione femminile alla protagonista Rose Byrne alla scorsa edizione del Festival di Berlino.

Come riconoscimenti, dunque, ci siamo. Quanto a riuscita qualitativa, ci permettiamo di dubitarne. Sì, perché l’”odissea da incubo di proporzioni freudiane”, come la definisce la regista Mary Bronstein, è una cavalcata senza respiro nella notte della vita attraversata dalla protagonista, una psicologa stressata dalla malattia della figlia, dalle sue stesse nevrosi e da una serie di vicissitudini che stanno in bilico tra l’ironico, il surreale e l’horror, che però non conduce a nessun traguardo, nessun approdo, se non a un finale talmente prevedibile che sarebbe stato possibile anticiparlo dopo 20 minuti di film.

If I Had Legs I'd Kick You” Stomps Into Theaters This October - Irish Film Critic

Discorso a parte merita la recitazione della protagonista, Rose Byrne, talmente brava da risultare credibile anche quando la trama non lo è ed empatica per un personaggio a tratti semplicemente insopportabile.

Promozione a pieni voti per l’attrice e “rimandata a settembre” per  la regista, in attesa di una nuova prova in cui i guizzi di talento registico che qua e là si intravedono siano al servizio di una sceneggiatura più solida e coraggiosa.

Luigi Sardiello

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