La scimitarra dei nuovi proprietari arabi ha tagliato lo scorso mese 20 teste nella società che fu fondata nel 1979 dai fratelli Weinstein. La spending review a cui ha messo mano appena arrivato lo scorso aprile il nuovo CEO Bill Block (omen nomen) ha  fatto altre vittime. Giusto o sbagliato che sia non si può dire che abbia perso tempo o che si sia intimidito dalla lunga tradizione della società. Infatti una prima tranche di 25 impiegati fu licenziata già in maggio ad appena un mese dall’arrivo di Block. Venti duri quindi che quelli che soffiano dal Qatar ove ha sede Al Jazeera che acquistò Lo scorso hanno la società tramite la sua controllata beIN MEdia Group.

Bill Block

Bill Block non è un novellino , anzi è un veterano di Hollywood che ha sempre visto dall’alto l’industria americana. Sempre impegnato in progetti al top che lo hanno visto come produttore, finanziatore e distributore di centinaia di film, molti dei quali eccellenti ed alcuni pure innovativi secondo gli schemi americani come “District 9”, “Blair witch project” e “Buenavista Social Club”. Una professionalità indubbiamente capace di sperimentare oltre che gestire e che se è intervenuta così pesantemente sul personale c’è da supporre fosse veramente necessario e d’altro canto i numeri di troppi anni a questa parte non erano poi eclatanti.

Il display art di District 9

Sarà una deformazione tutta italiana ma l’immagine di 45 persone con gli scatoloni in mano traboccanti dei loro oggetti personali mentre lasciano gli uffici di Los Angeles smuovono la nostra empatia e ci fanno ricordare che i dipendenti, anche se vengono definiti a volte con termini tecnici quali “unità” o “risorse”, sono in fondo persone con tutta l’umanità che ne consegue. Sono fatti della stessa sostanza dei personaggi di cui parlano i film e sono anche i medesimi che i film li vanno a vedere. Non importa quindi che fosse inevitabile o se si tratta solo del trito cliché: “arriva il nuovo capo e si porta dietro il suo staff”, ma almeno la stampa dovrebbe dire le cose come stanno ed annunciare senza pudori che la nuova proprietà araba di Miramax ha licenziato 45 persone. Poi, al prossimo bilancio, vedremo se è stata una buona cosa o solo un atto di becero e sterile ripulisti. Beati i manager dell’industria che possono cambiare chi gli pare, perché nell’esercito invece i generali devono combattere le guerre con i soldati che hanno.

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