Ieri mi veniva posto il seguente quesito: come mai in questa calda estate italiana non decolla la sala anche con un ‘offerta a euro 3.50 dei film europei mentre Barbie a prezzo pieno sbanca il botteghino con 7.7 milioni di euro in quattro giorni. Un dato straordinario se si pensa che siamo a fine luglio.
Ma allora la gente va o non va in sala.?
La sala muore o non muore? Stiamo parlando della sala nella sua specificità di luogo della collettività dove il film viene vissuto come comunità in opposizione alla dimensione limitata dell’home video. Il problema di cui parliamo é la sala non il cinema. Quello non morirà mai, cambieranno i modi di fruizione.
Il problema, se si può parlare di problema, viene dal cinema stesso che si è sempre più separato tra mainstream e cinema autoriale, con relativo pubblico. Il primo considerato il cinema d’evasione con grandi effetti speciali e un pubblico per lo più giovanile ( non solo giovane d’età ) , il secondo con opere di indubbia qualità, con un pubblico esigente , cinefilo per lo più.
I film , non necessariamente collocabili nella prima o nella seconda categoria, sono stati offerti, causa anche della pandemia, da piattaforme come Netflix che hanno proposto prodotti anche di ottima qualità soprattutto in forma seriale. E questo, quello di Netfix per capirci, è il pubblico che sta facendo più fatica a tornare in sala, al di là del prezzo del biglietto.
Ma torniamo alla nostra Barbie, ma anche a Oppenheimer che, dove è già uscito, sta sbancando il botteghino in una gara all’ultimo respiro con Barbie.
Sono successi due fenomeni anzi tre. I contenuti di questi film sono da film autoriale, con tutte le caratteristiche del “filmone” per intenderci. Grandi film con tematiche come il femminismo e la guerra e l’arma atomica. Secondo fenomeno : non si è temuto di farli uscire anche lo stesso giorno, la competizione ha dato vigore ad entrambi, con risultati notevoli per le presenze il sala.
Terzo fenomeno: una promozione prolungata ed “intelligente” dei film.
Che cosa ha salvato il botteghino dopo la pandemia ? Avatar, un mainstream di qualità preceduto da un altrettanto ” intelligente” battage pubblicitario.
La strada per non uccidere la sala è quindi, a mio parere, quella di continuare il percorso dei due filoni: film autoriali che escono spesso dai festival e che hanno un pubblico da sala senza popcorn e grandi film mainstream di qualità di autori come Nolan, che, guarda caso, non va mai ai Festival e ha già riempito le sale solo con le prenotazioni. E se anche i film come Barbie sono anche troppo lineari e ripetitivi nel messaggio smettiamola di leggerli con la spocchia di chi critica un film autoriale. In un giorno lo hanno visto un milione di persone, dico un milione. Oppenheimer lo vedrà un pubblico molto variegato e ha già riempito in Italia le sale con le prenotazioni basate sul nome del regista ma anche sulle anticipazioni intriganti,.
E la sala ne trarrà vantaggio con il cinema ovviamente, al di là del prezzo del biglietto.
Maria Serena Pasinetti