Festival di Cannes 2023

Il Festival più prestigioso e glamour d’Europa incomincia con un mood non molto prestigioso e glamour, si sentono le ristrettezze di cui deve purtroppo farsi carico tutto il settore dell’intrattenimento.

La prima considerazione va fatta sull’accredito, visto che non costa poco: viene consegnato il badge, la guida e nient’altro, neanche una borsa per raccogliete i vari dépliant e materiale promozionale delle aziende che, appunto, promuovono i prodotti.

Il secondo dato (sempre per i tempi che cambiano) riguarda le auto dell’accoglienza per i grandi V.I.P. Udite, udite non sono francesi bensì tedesche, tutte rigorosamente elettriche per la felicità di Elon Musk. Una considerazione che va fatta, dato che negli anni precedenti le macchine dell’accoglienza erano e dovevano essere rigorosamente francesi. Ma si sa, il business è business.

Ulteriore nota deprimente, che però non dipende dall’organizzazione del festival chiaramente, è la pioggia costante che non rende giustizia al magnifico scenario che offre Cannes.

Possiamo affermare che si sente nell’aria qualcosa di diverso, forse manca quell’opulenza che a volte dava anche fastidio da quanto fosse evidente.

Prodotti e aziende non mancano, il brulicare affannato di buyer e clienti, arrivare in ritardo o in anticipo agli appuntamenti non è più drammatico, ci si siede e si discute senza fretta. Qualche anno fa invece si rischiava di rovinare un incontro anche solo per qualche minuto di differenza dall’orario prefissato.

Non si parla più principalmente di cinema ma della disponibilità dello streaming, alcune aziende offrono prioritariamente per quel settore, oltre al resto.

Che stiano cambiando i tempi è un dato di fatto e la domanda sorge spontanea: la presenza la mercato è davvero ancora così necessaria?

La tecnologia probabilmente ci darà altre opportunità, a discapito di chi chiede 7 euro per un caffè al banco, e neanche buono.

La presenza contante di Film Commission Lombardia, con la costante mancanza di fondi fa da sfondo a quanto detto!

Francesca De Santis

 

 

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