Se i Lumiere sono senzaltro i più famosi non sono però gli unici fratelli francesi che hanno contribuito all’industria cinematografica del proprio paese. Nel 1896 Charles, Emile, Jacques e Théophile Pathè fondano a Vincennes la omonima società e girano delle slapstick comedy  (come si chiamavano le comiche prima che noi le chiamassimo così) ispirate a Mack Sennet , l’autore canadese definito il re della commedia. I teatri di posa sono simili a delle serre con grandi vetrate in modo da poter godere della massima luce naturale possibile.

gli studi di posa Pathé

gli studi di posa Pathé

PATHE

Il simbolo della società è un gallo che canta al sorgere del sole con regolarità pari a quella dei quotidiani e infatti la Pathé si specializzerà nei cinegiornali di attualità che distribuirà in Inghilterra, in Germania ed anche oltre oceano. D’altro canto il sonoro era ancora al di là da venire e quindi la localizzazione dei programmi era ancora molto semplice e si sostanziava nella sostituzione dei cartelli di testo. L’idea si dimostrò vincente tanto che durante la prima guerra mondiale i “Pathe News” opportunamente tradotti diventeranno popolari in tutti gli stati Stati Uniti.

sul set di Le Prodezze di Elaine

sul set di Le Prodezze di Elaine

Ai cinegiornali con cadenza settimanale la Pathé affianca anche i serial, un genere molto popolare nella primo quarto del secolo scorso e produce “The Exploits Od Eleaine” (Le Prodezze Di Elaine) interpretata da Pearl White (Perla Bianca, un nome che si poteva proporre senza ridere solo a quell’epoca). Purtroppo, malgrado qualche buon film come “I Miserabili” girato da Raymond Bernard la società non riesce a reggere la concorrenza degli studios americani negli States e della Gaumont in patria per cui non potrà evitare la bancarrotta nel 1939 alle soglie della seconda guerra mondiale. Rinasce però subito dopo le ostilità producendo grandi film che sono rimasti nella storia del cinema come “Amanti Perduti” di Marcel Carné e “Il Silenzio è d’oro” di René Clair . Un’attività che continua anche negli anni settanta con coproduzioni cisalpine quali “La Dolce Vita” di Federico Fellini e “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Gli anni ottanta e novanta sono invece un lungo letargo che conducono ad una ritrovata vitalità all’inizio di questo secolo in cui la Pathé oltre alla produzione consolida la propria posizione anche tra gli esercenti delle sale cinematografiche e tra le case di distribuzione internazionale.

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