Regia: Edoardo Gabbriellini
Cast: Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei, e con Valerio Mastandrea
Genere: Drammatico
Paese: Italia
Durata: 104′
Distribuzione: Eagle Pictures – Al cinema dal 1 ottobre
Roma, marzo 2016: un ragazzo (Emanuele Maria Di Stefano) cresciuto in periferia, tra una famiglia adottiva che lo ama e amicizie sempre più pericolose, scivola verso un epilogo tragico e privo di senso.
Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, che a sua volta aveva ricostruito l’omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2016, il film sceglie di costruirsi sul percorso di crescita del protagonista: un ragazzo cresciuto in periferia, sempre in bilico nelle frequentazioni e nelle scelte di sopravvivenza.
Molto amato dai genitori che lo avevano adottato da piccolo, lascia la scuola, frequenta una ragazza con cui ha intenzioni serie, trova un apprendistato. Ma insieme a questo continua a frequentare spacciatori, piccoli criminali, festini ambigui. Due vite parallele che il film racconta senza fretta.
Ci si aspetterebbe che il momento clou occupi il cuore del racconto. Il regista invece preferisce dare più spazio alla parte iniziale, forse proprio perché, come suggeriscono le didascalie finali, quello fu un omicidio assurdo, senza una vera motivazione da mettere in scena. È una scelta che può spiazzare: senza quel centro drammatico atteso, il film rischia di sembrare la classica storia di borgata, con tutti i suoi cliché già visti. Eppure è proprio in quella scelta che si nasconde il punto più interessante del film: raccontare non il gesto, ma il vuoto che lo ha preceduto.
Presentato in anteprima all’83° Mostra del Cinema di Venezia, in concorso nella sezione Orizzonti.

Miriam Dimase





























