Regia: Mohsen Gharaei
Interpreti: Laleh Marzban, Farhad Aslani, Rima Raminfar, Elena Khakbazan
Genere: Drammatico
Durata: 130′
Paesi: Iran, USA, Germania
Periferia di Teheran. Rashid (Farhad Asiani), una guardia carceraria di lungo corso, viene accusato di corruzione e sospeso. Intanto, la sua casa sta per essere demolita a causa di un progetto di riqualificazione urbana. Mentre le ruspe si avvicinano, l’uomo scopre che la figlia maggiore, Ensi (Laleh Marzban), sta segretamente pianificando di lasciare il Paese, scatenando così una spirale di violenza incontrollabile da parte del padre.
Dall’Iran arriva un film che è un intenso dramma sociale. Un uomo, all’interno delle mura domestiche, vuole un controllo totale e patriarcale sulla famiglia: quindi rinchiude letteralmente le due figlie e la moglie nelle loro stanze. Non vuole assolutamente che le donne facciano delle scelte autonome, specialmente la figlia maggiore, che vuole andarsene dal paese. Il clima claustrofobico e drammatico trasforma la storia quasi in un film dalle atmosfere horror. Uno spazio intimo come la casa, nata per proteggere, diventa una prigione e lui, il padre padrone, ne diviene il carceriere.
Senza svelare o anticipare nulla, va sottolineata la bravura del regista che ci porta a concentrarci sulle vittime dell’uomo, facendo perdere anche a noi spettatori il controllo della situazione. Prigionieri della casa, siamo chiamati a cercare soluzioni possibili per fuggire di fronte a una situazione apparentemente senza via di uscita, con una tensione che non sembra sciogliersi mai. La colonna sonora del film è firmata dal celebre compositore Max Richter, che con le sue note minacciose accompagna il senso di incombente sfacelo.
La pellicola segna un ritorno di forte impatto del cinema iraniano al Lido, con questo film è facile il richiamo alla resistenza contro le forme di dominio e la tutela della libertà individuale dell’Iran. Grandissime interpretazioni da parte dei quattro personaggi principali.
Presentato in anteprima mondiale all’83° Mostra del Cinema di Venezia, sezione Orizzonti.

Serena Pasinetti




























