Scritto e diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo (opera prima)
Presentato nella sezione “Panorama” al Festival di Berlino 2018

con Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Demetra Bellina, Michela De Rossi, Max Tortora, Giordano De Plano, Luca Zingaretti.

Mirko e Manolo sono amici d’infanzia, vivono in una borgata romana e frequentano la scuola alberghiera, che sperano di finire al più presto per poter fare i bar tender. Una sera, a bordo della loro macchina, investono un uomo e, spaventati, scappano senza prestargli soccorso. Dopo gli iniziali sensi di colpa i due amici scoprono, grazie all’aiuto del padre Danilo (Max Tortora), che quell’evento tragico può essere un’opportunità per loro. L’uomo investito è infatti un pentito del clan dei Pantano, temuta famiglia criminale della zona, e Mirko e Manolo si guadagnano il diritto di farne parte, ottenendo il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto.


Sotto la guida del malavitoso Angelo (Luca Zingaretti), i due amici iniziano così a “lavorare” come killer senza la reale consapevolezza delle loro gesta.
La mancanza d’aiuto da parte delle istituzioni e della famiglia è la denuncia che si nota in maniera evidenziata; la sottile linea rossa che separa la legalità dalla “malavita”.
Il padre di Manolo (Andrea Carpenzano) è affetto da ludopatia, mentre la madre di Mirko (Matteo Olivetti), separata e con un lavoro precario, non riesce a sopperire la figura del padre.


La mancanza di punti di riferimento diventano la discesa verso l’inferno rappresentato dai soldi, dal potere, dal successo
in un ambito sociale in cui la persona è ridotta a merce, lasciando poco spazio ai sentimenti.
Questi disvalori, apparentemente appagati, decideranno la loro sorte.

Al cinema dal 7 Giugno

Giovanni De Santis

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