La vita va così

Ispirato a una storia vera, il film narra le vicende di Efisio Mulas (Giuseppe Ignazio Loi), un pastore del Sud della Sardegna che rifiuta di vendere, nonostante l’offerta molto alta, il suo terreno a un imprenditore milanese, Giacomo (Diego Abatantuono), che vuole costruirvi un resort di lusso. Efisio rifiuta la vendita nonostante le insistenze del capo cantiere Mariano (Aldo Baglio). Francesca (Virginia Raffaele), figlia di Efisio, e la comunità intera matureranno opinioni diverse con il procedere degli avvenimenti.

Il regista Riccardo Milani, in continuità con la sua cinematografia, torna a parlare di luoghi incontaminati a difesa della loro conservazione, come aveva fatto nel suo film precedente, Un Mondo a Parte, sullo spopolamento di un piccolo paese dell’Abruzzo, e come fa in questa pellicola narrando la storia vera di un piccolo paese della Sardegna dove un pastore ottuagenario difende testardamente il suo territorio contro la speculazione edilizia.

La vita va così ha sicuramente il merito di portare in primo piano una pratica negativa molto diffusa, ma non ha la necessaria forza di denuncia in quanto la narrazione si semplifica in piatte e banali situazioni “o bianche o nere” senza quelle sfumature grigie che avrebbero reso l’intera vicenda sia più verosimile sia più coinvolgente.

Manca la possibilità allo spettatore di prendere parte alla vicenda, decidendo con chi stare, cambiando magari anche opinione. Chi guarda assiste invece abbastanza passivamente a una vicenda che è forse anche trascinata eccessivamente nel minutaggio.

Didascalici e in buona parte prevedibili gli sviluppi della vicenda, alla cui narrazione non sarebbe guastato un pizzico di ironia. Schematico il montaggio nel passaggio tra Milano e la Sardegna, metafore anche troppo semplicistiche di un mondo nuovo negativo che avanza e uno incontaminato da conservare a tutti i costi.

Non sempre ben riuscita l’amalgama di attori professionisti e non, ad eccezione di Ignazio Giuseppe Loi che, alla sua prima prova, interpreta il pastore Efisio in tutta la sua carica di cocciutaggine indomabile ed è la vera sorpresa del film.

Film d’apertura alla Festa del Cinema di Roma 2025.

Serena Pasinetti

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