“La grande arte al cinema” è il titolo della nuova stagione 2018 dedicata ai documentari d’arte su grande schermo prodotta e distribuita da Nexo Digital e Sky Arte HD. Dopo il grande successo di pubblico e critica dello scorso anno con oltre 650 mila spettatori in oltre 350 sale italiane, è ora il turno di 4 docu-film in uscita da qui a dicembre dedicati a Dalí, Klimt, Monet e alla street art di Banksy.

Salvador Dalí – La ricerca dell’immortalità è la prima di queste pellicole, in uscita come evento speciale il 24, il 25 e il 26 settembre nelle sale italiane, con inoltre la possibilità offerta alle scuole con matinée dedicati e prenotabili.

Il documentario ha una durata leggermente sopra la media, ma del resto le quasi due ore di durata del film sono comunque un tempo fin troppo limitato per rendere giustizia alla paradossale e folle personalità visionaria di Salvador Dalí. La pellicola celebra i 30 anni dalla morte dell’eclittico artista spagnolo con un percorso che attraversa principalmente la biografia di Dalí, la genesi e la realizzazione dei suoi capolavori con inoltre uno sguardo attento e fondamentale ai luoghi di cui si è nutrito poeticamente l’artista. Su tutti senza ombra di dubbio Portlligat, che Dalí definiva “la mia caverna di Paltone”, e quella casa sul mare che insieme alla fedele Gala ha ristrutturato più volte, cellula dopo cellula, trasformandola dai risicatissimi 22 metri quadri iniziali in una vera propria opera d’arte surrealista. 

Il regista David Pujol, coadiuvato da Aguer Teixidor, direttrice del Museo Dalí e da Jordi Artigas, coordinatore delle Case Museo Dalí, ha costruito la narrazione dando giustamente ampio spazio, oltre che alle testimonianze dirette, a documenti video, interviste e lettere dell’artista riuscendo in particolare a restituire al pubblico l’identificazione profonda che l’artista sentiva per il paesaggio catalano, un paesaggio arido di cui “l’ironia delle rocce – scrive Dalí – è stata d’ispirazione per riflettere sulle rocce della mia vita, i miei pensieri”.

In casa Dalí aveva posizionato sapientemente gli specchi per poter essere ogni mattina il primo spagnolo a vedere sorgere il sole. “Ho sempre cercato il cielo, anelato al cielo, il cielo cercato incessantemente, perché il cielo sta nel centro del petto dell’uomo che ha fede.”

Marco Citro

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