Regia: Roberto De Paolis Maino
Attori: Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino
Genere: Drammatico
Paese: Italia
Durata: 93′
Distribuito da Be Water, Europictures
Al cinema dal 10 settembre 2026
Paolo Marra (Leonardo Lido) ha ucciso la propria moglie, senza un perché. Decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti poco attenti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare.
Presentato in anteprima mondiale nella sezione Spotlight dell’83ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Serpenti segna il ritorno alla regia di Roberto De Paolis a distanza di quattro anni da Princess, che ebbe la sua première sempre al Lido, ma nella sezione Orizzonti.
Il regista, in collaborazione con i fratelli D’Innocenzo, firma un film decisamente originale nel panorama del cinema italiano. Innanzitutto parla di femminicidio in modo diverso dal solito, evitando un approccio retorico e consueto. All’interno di un commissariato, evidente metafora di un modello di società come quella italiana, un uomo, che vuole essere arrestato per un delitto commesso, incontra vari personaggi che faticano a prenderlo sul serio.
La sceneggiatura si avvale di dialoghi pungenti, in buona parte grotteschi, che trascinano lo spettatore a sorridere anche con malinconia in una vicenda a dir poco paradossale. L’assassino stesso, magistralmente interpretato da Leonardo Lido, è un personaggio malinconico che attrae le nostre simpatie, contornato com’è da personaggi che non sono altro che aspetti di un’Italietta di sempre che non riesce a “crescere”, a modernizzarsi e ad uscire da sacche di retorica stantia.
Il film sembra aggiornare la celebre intuizione di Flaiano, secondo cui la situazione italiana è grave ma non è seria. In Serpenti la tragedia si trasforma in farsa, non perché il male sia meno grave, ma perché le istituzioni e le strutture di potere sembrano aver perso la capacità di guardarlo direttamente.
Il film avrebbe potuto trovare sicuramente una collocazione diversa all’interno della Mostra. È una pellicola che ha la capacità di tratteggiare con ironia e in profondità l’Italia di oggi.

Serena Pasinetti





























