Regia: Stéphane Brizé
Attori: Alba Rohrwacher, Vincent Lindon, Sharif Andoura
Genere: Drammatico
Paese: Francia
Durata: 102′
A 43 anni, Carla (Alba Rohrwacher) è una dirigente brillante e interamente votata al lavoro. Ha un figlio di cui non riesce ad occuparsi a tempo pieno. Dietro un’apparenza impeccabile nasconde però una profonda insicurezza. Da poco nominata responsabile delle Risorse Umane di una grande azienda, ha un compito molto arduo da compiere. Emerge così la sua fragilità nell’affrontare situazioni complesse, che l’azienda le chiede, portandola a un pesante punto di rottura.
Con questo film il regista Brize’ pare ritornare ai suoi film sul mondo del lavoro dopo la parentesi di Hors Saison. E lo sa parlando questa volta di una donna fragile che subisce una tale pressione nell’ambiente in cui opera, occupandosi tra l’altro di Risorse Umane, tanto da trasmetterla ad altre persone che lavorano con lei fino ad arrivare al piano privato del figlio Louis.
In realtà il film è molto più vicino a Hors Saison che alla trilogia sul lavoro, in quanto il regista usa il mondo feroce e spietato dell’azienda per raccontare la fragilità di una donna che vive tra una situazione che le impone una sicurezza che non possiede e un ruolo di madre che non riesce appieno a soddisfare, proiettando sul figlio richieste di eccellenza che il ragazzo non riesce a darle.
La pellicola è quindi il ritratto di un mondo femminile in bilico tra un ruolo sociale e uno privato, dove la Rohrwacher mai come prima d’ora offre una grande prova di recitazione.
Il mondo del lavoro disegnato da Brize’ viene descritto come un ambiente plasmato da regole maschiliste ed è molto interessante come il regista parli di una donna che ha in questo mondo un ruolo dirigenziale ma che non riesca, data la sua fragilità di donna e madre, a imporre nuove regole più umane.
In concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia.

Serena Pasinetti





























