Venezia 80 e il Coming of Age

Tra i diversi generi presenti nei film della Mostra del cinema di  Venezia 80 uno ha attraversato prepotentemente la sezione Orizzonti e non solo.

Parliamo del Coming of Age, cioè dei racconti di formazione. C’è una ragione? Forse oggi i registi e le registe,  di fronte a un mondo senza certezze, si rivolgono a questa tematica che offre sempre interessanti aspetti di osservazione da angolazioni diverse.

Ma la domanda a cui vorremmo rispondere è questa: gli adolescenti hanno caratteristiche comuni da qualsiasi parte del mondo provengano oppure sono influenzati nelle loro scelte dall’ambiente socio culturale che li circonda?

Prendiamo in analisi il bellissimo film Explanation for Everything (titolo internazionale), dell’Ungherese  Gàbor Reisz,  che ha meritatamente vinto il premio come miglior film nella sezione Orizzonti.

Explanation of Everything, uno spaccato profondo delle contraddizioni ...

Uno studente alle prese con l’esame di storia alla maturità si trova per un equivoco banale schiacciato tra orbanisti e progressisti. In realtà la sua preoccupazione principale è una compagna di classe di cui è innamorato e che non lo ricambia. I massimi sistemi si scioglieranno in una marachella finale: nottetempo si butterà in una piscina privata con i compagni di scuola.

Anche nel film proveniente dalla Mongolia, Città nel Vento (il cui interprete ha vinto il premio come migliore attore di Orizzonti), il timido diciassettenne Ze, sciamano che aiuta la gente del suo villaggio, diventa un normalissimo  adolescente a scuola quando, alle prese con una storia d’amore, si risvegliano in lui le pulsioni sessuali.

E  potremmo continuare con altri film, come Yurt (Dormitorio) in cui un ragazzo turco è alle prese con fondamentalismo e laicità, ma anche con normali pulsioni adolescenziali e voglia di fuga e di avventura. Insomma, pare che gli adolescenti siano uguali sotto tutte le latitudini.

Yurt - film 2011 - Beyazperde.com

E per finire, l’esempio più illustre… Io Capitano, di Matteo Garrone.

Unicef su Io Capitano di Garrone: “Film importante, i migranti vogliono ...

La pellicola  è un esempio di coming of age in cui si chiede ad un adolescente, dopo una serie di terribili esperienze di formazione dal Senegal alla Libia, una grave assunzione di responsabilità: diventare adulto, guidando un ‘imbarcazione verso l’Europa. In fondo, lui e il suo amico volevano arrivare in Italia per fare i cantanti rap, un sogno da adolescenti, o no ?

Serena Pasinetti

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