Regia di Ric Roman Waugh.
Un film con Nikolaj Coster-Waldau, Lake Bell, Jon Bernthal, Jeffrey Donovan, Omari Hardwick.
Il protagonista del “trono di spade”, Nikolaj Coster-Waldau, interprete principale dell’action/Thriller un concentrato di simboli nazi, razza ariana e gang di periferia, che in prigione dettano le loro regole e leggi ponendosi al di sopra di quelle civili.
Un tipico americano con famiglia e amici, diventa nel giro di pochi anni,  un incidente automobilistico in stato di ubriachezza causa la morte di un suo amico, un boss della gang razzista e xenofoba white power “LA FRATELLANZA”.
Il movimento basa le sue radici sulla superiorità dell’uomo bianco rispetto alle altre “razze”.


Il carcere non è riabilitativo, ma forgia l’essere “umano” in essere supremo per sopravvivere alle leggi incontrastate e colluse del carcere.
Sono temi che vanno deprecati e non istigati, facili da emulare in una società sempre più violenta.

Dove lo Shot Caller può essere interpretato come l’eroe e i tatuaggi le decorazioni da evidenziare.


Omicidi, risse e tatuaggi a go go, questo è il senso che si vuole dare, poco promettente per giovani adolescenti, tanto da chiedere un sinallagma (per vietarlo ai 18 anni) con un semplice film hard core, dove non si picchia e si accoltella solo per un semplice sguardo male interpretato.
Il finale cerca di rendere il film meno esterofilo con una nota di buonismo, ma non basta.

Al cinema a settembre

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