Uno studio effettuato dalla società di consulenza cinematografica americana Slated Goup ha analizzato 1591 film distribuiti al cinema negli USA nell’arco degli ultimi cinque anni (2010 – 2015) ed ha scoperto che le donne rimangono relegate molti passi indietro rispetto ai colleghi uomini. Non solo le donne generalmente sono coinvolte in film dai budget più modesti rispetto agli uomini, ma anche l’accesso agli schermi risulta molto più ridotto. Nelle piccole produzioni, ovvero quelle con budget inferiori ai 25 milioni di dollari (eh sì in America 25 milioni non sono poi granché per fare un film, mentre qua in Italia ne faremmo almeno una ventina con quella cifra), i film diretti da registi uomini sono in rapporto di 3 a 1 rispetto a quelli diretti dalle colleghe (646 contro 242).
Nei film monitorati in questo arco di tempo solo l’8,8% sono stati diretti da registe, mentre le sceneggiatrici se la passano poco meglio rappresentando una percentuale del 13,2% , le produttrici sono quasi un quinto del totale (19,8%), mentre anche le protagoniste con il 29,4% di incidenza non arrivano ad essere, almeno loro, la metà dei maschi. Persino nel ruolo di non protagoniste arrivano solo ad una percentuale del 41,4%.

Kathryn Bigelow la regista californiana è stata la prima donna ad essere insignita del prestigioso oscar per la miglior regia di "The Hurt Locker" (2008)

Kathryn Bigelow la regista californiana è stata la prima donna ad essere insignita del prestigioso oscar per la miglior regia di “The Hurt Locker” (2008)

Vi è forse un problema di efficacia? Non pare proprio dal momento in cui il ritorno sull’investimento (ROI) dei film la cui sceneggiatura è scritta da una donna è tra i più alti in tutte le categorie di film (un grasso 3,72%).
Tale sperequazione si stempera un po’ se prendiamo in considerazione i singoli generi dove scopriamo che mentre le donne sono quasi del tutto assenti nei progetti riguardanti i film d’azione, di avventura, a sfondo sportivo, Horror e Sci-Fi, il rapporto è più equilibrato quando ci spostiamo sulla commedia, il dramma e le storie d’amore. Non ci stupisce che lo studio americano sempre “Hollywoodcentrico” raggruppi poi tutta la produzione straniera (dove ci siamo anche noi italiani) in un’unica voce dove fa piacere notare che invece vige una sostanziale parità, ma attenzione che in questo mega raggruppamento ci sono prevalentemente film arthaus e non film di genere.

La scenggiatrice e regista Muriel Box fu la prima donna vincere un Oscar per il soggetto e la sceneggiatura originale de "Il Settimo Velo" (1945)

La sceneggiatrice e regista Muriel Box fu la prima donna vincere un Oscar per il soggetto e la sceneggiatura originale de “Il Settimo Velo” (1945)

Qual è la situazione in Italia? Non è dato saperlo perché qui non abbiamo nulla di simile a Slated e le associazioni di categoria languono di fondi e di idee per sviluppare studi del genere. Immancabili invece un paio di party all’anno, indipendentemente dai fondi e dalle idee.

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