Eterno giullare,

artista eclettico, attore, pittore, teatrante ma non intellettuale, perché l’immagine di cultura per la quale si è battuto non è né retorica né elitaria. I suoi lavori nascono dalla cultura popolare (che ha la forma del teatro) per essere ridati al popolo. Personaggi con il carisma, ironia e semplicità di questo spessore non se ne contano molti, Jannacci, Gassman, Gaber e pochi altri.

Una delle sue affermazioni era “la cultura dominante è quella della classe dominante”.

La sua lingua era in grammelot, inventata per  “Il Mistero buffo”(sua pietra miliare) ed altri sui testi anche a sfondo sociale sul malaffare e le morti bianche, citiamo: “settimo: ruba un po’ meno”- “la colpa è sempre del diavolo”- “ho visto un Re” (scritta con Enzo Jannacci).

Italian 1997 Nobel literature prize winner Dario Fo reacts while unveiling a commemorative postage stamp in Stockholm on November 13, 2008. Since 1961, the Swedish Mail have issued stamps honouring past Nobel prizewinners. AFP PHOTO / SCANPIX SWEDEN / Anders Wiklund (Photo credit should read ANDERS WIKLUND/AFP/Getty Images)

Grande impegno anche in politica, sapeva schierarsi ma non sempre apprezzato. Nel ’73 l’arresto di Fo a Sassari per resistenza a pubblico ufficiale durante la replica di Guerra di popolo in Cile fa clamore, ma ancora di più il rapimento e lo stupro a Franca Rame.

Dario Fo durante la chiusura della campagna elettorale della candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, in piazza del Popolo, Roma, 03 giugno 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ateo convinto a chi gli chiedeva nell’aldilà rispondeva in maniera lucida ma ironica: “Io credo nella logica. Ma una volta di là, spero di essere sorpreso”.

Salutiamolo con un grande urlo Ciaoooo, come lui salutò sua moglie Franca Rame.

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